diamanta

multicolori lame di luce
mercoledì, 28 maggio 2008

ONDE DI VITA


Ciò che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo chiama farfalla

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lunedì, 26 maggio 2008

BITTE In Temporary Shit

Hanno chiuso il BITTE clicca qui
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BITTE – posto sottosequestro.

Esattamente dopo 6 mesi dall’inaugurazione, il circolo ARCI BITTE di via Watt 37 a Milano, è stato messo sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Nella notte fra Venerdì 16 e Sabato 17 Maggio 2008, dopo una perizia di 3 ore eseguita dai vigili del fuoco, la polizia annonaria ha posto i sigilli piombati all’ingresso e inoltrato la notifica al Giudice per le Indagini Preliminari. Che, come da prassi, ha confermato il provvedimento. Attualmente i nostri legali, coadiuvati dall’Ufficio legale dell’ARCI, stanno presentando il ricorso, e intorno ai primi di Giugno ne sapremo gli esiti.

Rispetto alla situazione in cui ci troviamo, le carenze della struttura relative al sistema antincendio e alle vie di fuga, sono piccoli dettagli facilmente risolvibili.

Il vero nocciolo della questione riguarda l’equiparazione del BITTE a un qualsiasi esercizio pubblico,fatta – arbitrariamente – dalla polizia annonaria. La loro tesi sostiene che il circolo culturale è un puro pretesto per fare un locale notturno, senza disporre delle licenze necessarie e usufruendo delle facilitazioni fiscali riservate alle associazioni private.

Su questo punto di principio la polizia è intervenuta al BITTE già tre volte, lasciandoci tre pesanti multe e altrettante denunce. Alla quarta visita, hanno scelto il rimedio più estremo.

Vorremmo spiegare alla annonaria, al GIP e a tutta la città, che il nostro progetto è qualcosa di molto, molto più grande di una discoteca. Che in soli 6 mesi, oltre al fitto calendario di serate musicali, ha realizzato un ristorante (aperto solo ai soci) con menù vegetariano, vegano e tradizionale; un corso di italiano per donne straniere e un progetto di bicycle-sharing finanziati e promossi dalla Provincia di Milano; un ufficio dotato di sistema wi-fi disponibile gratuitamente a chiunque ne richieda l’uso e dove già lavorano in maniera volontaria una decina di professionisti; ha avviato collaborazioni con il carcere Beccaria di Milano, l’associazione Handicap e il progetto Puzzle for Peace. Altre attività già sperimentate comprendono teatro, cinema, dibattiti, mostre, mercato vintage e una presenza di rilievo durante l’ultima edizione di “Fa La Cosa Giusta”.

Il nostro progetto non cerca il profitto, ma reinveste tutto nella qualità e nella varietà dell’offerta. Coinvolgendo attivamente musicisti, artisti, designers, grafici, stampatori, djs, managers, truccatori, attori, registi, giornalisti, promoters, fonici, fotografi, ingegneri, architetti, muratori, baristi, camerieri e cuochi, abbiamo dato vita ad un’articolata rete di saperi e professionalità, che ha il BITTE come suo centro e un potenziale di espressione illimitato.

La nostra “politica” è lontana anni luce dai vecchi schemi ideologici, non ha coperture dai partiti né sponsor finanziari. È un’attività che parte dal basso, dalla cooperazione, ed è tuttuno con il territorio e la società civile. Questo è il nostro campo di battaglia culturale.

Per difendere un modello di socialità spontanea che unisce fasce di età diverse e diverse “tipologie umane”, che propone artisti giovani e arti sperimentali, che guarda in avanti, in giro per l’Europa, per l’Italia e per la nostra in città in cerca di stimoli interessanti e creativi, per condividerli con gli associati, a prezzi accessibili.

Tutto questo, a noi, una discoteca proprio non sembra e pensiamo che Milano abbia diritto a realtà come quella del BITTE.

Grazie della solidarietà.
FREE BITTE













Ps della sottoscritta non ho interessi economici, non sono socia, non ho altri interessi se non quello della pluralità di espressione e di vita.

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lunedì, 19 maggio 2008

BITTE


Ci sono tanti modi per censurare un'idea, un pensiero, una nota, un modo di essere, per tacitare chi parla fuori dal gruppo, per far chiudere la bocca e i battenti a chi non appartiene ad un certo "mondo" .

Ci sono tanti modi per far chiudere un locale, anche legali... perchè nel paragrafo che porta all'altra legge, che porta al decreto che porta alla postilla dell'altro articolo di legge... son fatti apposta per tenere in "pugno"  le persone e le idee.

Ci son tanti modi per applicare la legge, la cosa che mi dispiace e vedere che questa legge è diversa a seconda se sei "amico dell'amico  che pensa come desideriamo noi" o uno che parla fuori dal gruppo degli "amici".

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mercoledì, 14 maggio 2008

UNICITA'


UNICITA'

Al di là di Superiorità e Inferiorità


Ogni essere umano è unico. Non si pone affatto il problema di chi sia superiore e chi inferiore. Certo, le persone sono differenti.

Lascia che ti ricordi una cosa, altrimenti mi fraintenderai: io non sto dicendo che tutti sono uguali; nessuno è superiore e nessuno è inferiore, ma nessuno è neppure uguale a qualcun altro. Le persone sono semplicemente uniche, incomparabili. Tu sei tu, io sono io. Io devo contribuire alla vita con il mio potenziale, tu devi contribuire alla vita con il tuo potenziale. Io ho scoperto il mio essere, tu devi scoprire il tuo essere.

Allorché l’inferiorità scompare, anche ogni sensazione di superiorità scomparirà. Convivono, non possono essere separate. L’uomo che si sente superiore, da qualche parte si sente ancora inferiore. L’uomo che si sente inferiore, da qualche parte vuole sentirsi superiore. Le due cose vanno di pari passo, sono sempre presenti insieme, non si possono separare.


È accaduto… Un uomo molto orgoglioso, un guerriero, un samurai, andò a trovare un Maestro Zen. Il samurai era molto famoso, era noto in tutto il paese, ma guardando il Maestro, vedendone la bellezza e la grazia, all’improvviso si sentì inferiore. Forse era andato da lui con il desiderio inconscio di dimostrare la sua superiorità. Chiese al Maestro: “Perché mi sento inferiore? Solo un attimo fa tutto andava a meraviglia. Non appena sono entrato nella tua casa all’improvviso mi sono sentito inferiore. Non mi sono mai sentito così. Le mie mani tremano. Sono un guerriero, molte volte ho visto in faccia la morte, e non ho mai avuto paura: perché tremo?”

Il Maestro disse: “Aspetta. Quando tutti se ne saranno andati, ti risponderò”. La folla di visitatori proseguì e quell’uomo si stava stancando, si sentiva sempre più stanco. Solo a sera la stanza si svuotò, non c’era più nessuno e il samurai disse: “Adesso mi puoi rispondere?” E il Maestro lo invitò a uscire.

Era una notte di luna piena – la luna si era appena alzata all’orizzonte… e il Maestro disse: “Guarda questi alberi, uno è più alto e l’altro è più basso. Sono esistiti uno di fianco all’altro vicino alla mia casa per anni, e non hanno mai avuto problemi. L’albero basso non ha mai detto a quello alto: ‘Perché mi sento inferiore di fronte a te?’ Come potrebbe: uno è basso, l’altro è alto e non ho mai sentito alcuna lamentela”.

Il samurai commentò: “Perché non possono fare confronti.”

E il Maestro: “Allora non occorre che tu lo chieda a me: sai la risposta”.

Il confronto introduce inferiorità e superiorità. Quando non fai confronti, scompaiono entrambe. A quel punto esisti, sei semplicemente. Un cespuglio o un albero maestoso, non è importante: sei te stesso. Sei necessario: una foglia d’erba è tanto necessaria quanto la stella più grande. Senza quello stelo d’erba Dio sarebbe sminuito. Il canto del cuculo è necessario tanto quanto un Buddha; il mondo sarebbe meno ricco se il cuculo scomparisse.

Guardati intorno. Tutto è necessario, e tutto è in armonia. È un’unità organica: nessuno è più in alto e nessuno è più in basso, nessuno è superiore e nessuno è inferiore. Tutti sono incomparabilmente unici.



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martedì, 13 maggio 2008

Energia


ENERGIA
L’Uomo che Aveva una Collana di Dita


O rendi creativa la tua energia, oppure si inacidirà e diventerà distruttiva. L’energia è una cosa pericolosa – se ne hai, devi usarla in maniera creativa, altrimenti prima o poi scoprirai che è diventata distruttiva. Dunque, trova qualcosa – qualsiasi cosa ti piaccia – nella quale riversare la tua energia. Se lo vuoi, dipingi; oppure se lo vuoi, danza; oppure canta; oppure puoi suonare uno strumento… qualsiasi cosa ti piaccia, trova un modo nel quale ti puoi perdere completamente. Se puoi perderti suonando una chitarra, benissimo! Nei momenti in cui sarai perso, la tua energia si sprigionerà in modo creativo.

E se non riuscirai a perderti dipingendo, cantando, danzando, suonando una chitarra o un flauto, allora troverai modi più infimi in cui perderti: rabbia, violenza, aggressività; questi sono modi più infimi in cui perdersi.


Gautama il Buddha diede l’iniziazione al sannyas a un assassino – e non si trattava di un comune assassino. Paragonato a lui Rudolf Hess è un nessuno. Si chiamava Angulimala. Il suo nome significa “un uomo che indossa una ghirlanda di dita umane”. Quell’uomo aveva fatto voto di uccidere mille persone; da ognuna prendeva un dito, per ricordarsi quante ne aveva uccise e con quelle dita fece una collana.

Era arrivato a novecentonovantanove dita, ne mancava uno solo. E quell’unico dito mancava perché nessuno percorreva più la strada lungo la quale si era certi di incontrare Angulimala. Ma un giorno il Buddha volle percorrere quella strada. Il re aveva messo delle guardie per fermare le persone, soprattutto gli stranieri che non sapevano che un pericoloso assassino viveva dietro quelle colline. E le guardie dissero al Buddha: “Non devi seguire questa strada. Qui vive Angulimala, e neppure il re ha il coraggio di percorrerla. Quell’uomo è pazzo.

Sua madre lo andava a trovare. Era la sola persona che lo frequentava, ogni tanto, per vedere come stava, ma ora anche lei ha smesso di andare. L’ultima volta che è andata, Angulimala le ha detto: ‘Adesso mi manca un solo dito, e proprio perché sei mia madre… voglio ammonirti: se verrai un’altra volta, non tornerai più indietro. Ho disperatamente bisogno di questo dito. Finora non ti ho uccisa perché avevo a disposizione altre persone, ma adesso non passa più nessuno su questa strada, tranne te. Quindi, sappi che la prossima volta, se verrai, sarà a tuo rischio e pericolo’. E da allora la madre non è più andata da lui”.

E le guardie ammonirono il Buddha: “Non correre rischi inutili!” E sapete cosa rispose loro il Buddha. Disse: “Se non ci vado io, chi ci andrà mai? Le possibilità sono solo due: o io cambierò lui, e io non posso lasciarmi sfuggire questa occasione; oppure gli darò l’ultimo dito, in modo da soddisfare il suo desiderio. In ogni caso morirò: dare la mia testa ad Angulimala sarà quanto meno di qualche utilità; comunque un giorno morirò, e voi mi metterete su una pira funebre. Penso sia meglio adempiere il desiderio di qualcuno e dare un po’ di pace alla sua mente. Quindi: o lui ucciderà me, oppure io ucciderò lui, ma questo confronto è inevitabile: lasciatemi andare”.

Le persone che seguivano il Buddha dappertutto, i suoi compagni più intimi, che facevano sempre a gara per essergli più vicini, iniziarono a rallentare il passo; in breve il Buddha e i suoi discepoli si trovarono distanziati di chilometri. Tutti volevano vedere cosa sarebbe successo, ma nessuno desiderava stargli troppo vicino… Angulimala era seduto su una roccia che osservava. Non poteva credere ai suoi occhi: un uomo radioso, con un carisma tangibile si stava avvicinando a lui. Chi poteva essere?

Non aveva mai sentito parlare di Gautama il Buddha, ma perfino nel suo cuore di pietra Angulimala iniziò a provare tenerezza per quest’uomo. Il suo aspetto era così bello… era l’alba e una fresca brezza accarezzava ogni cosa, all’orizzonte il sole stava nascendo e gli uccelli cantavano e i fiori si stavano schiudendo; e il Buddha si avvicinava sempre di più… Alla fine, Angulimala si parò di fronte a lui con la spada sguainata e urlò: “Fermati!” Il Buddha si trovava ora a pochi passi e Angulimala disse: “Non fare un altro passo altrimenti non sarò responsabile di ciò che accadrà. Forse non sai chi sono!”

Il Buddha chiese: “E tu sai chi sei?”
Angulimala ribatté: “La cosa non è importante. Né è questo il luogo per discutere cose simili. La tua vita è in pericolo!”
Il Buddha disse: “Io la penso diversamente: è la tua vita a essere in pericolo”.
Angulimala disse: “Pensavo di essere pazzo, ma tu lo sei veramente. E continui ad avanzare. Non dire dunque che ho ucciso un innocente… sembri così innocente e così radioso, che non lo voglio fare. Torna indietro… troverò qualcun altro. Posso aspettare, non ho fretta. Se sono riuscito a uccidere novecentonovantanove persone, si tratta di trovarne solo un’altra, ma non costringermi a ucciderti”.

Il Buddha ormai era vicinissimo, e le mani di Angulimala tremavano. Quell’uomo era così bello e così innocente, pareva un bambino. Se ne era già innamorato. Aveva ucciso così tante persone… non aveva mai provato una simile debolezza; non aveva mai conosciuto l’amore. Per la prima volta si ritrovò colmo d’amore. Per cui esisteva una contraddizione: le mani tenevano stretta una spada pronta a uccidere, e il cuore diceva: “Rimetti la spada nel fodero”.

Il Buddha disse: “Io sono pronto, ma come mai le tue mani tremano? Sei un guerriero tanto temuto, perfino i re hanno paura di te, e io sono un povero mendicante. A eccezione di questa ciotola per elemosinare non possiedo nulla. Puoi uccidermi, e io sarò più che felice che la mia morte possa perlomeno adempiere il desiderio di qualcun altro; la mia vita è stata utile, e così lo sarà la mia morte. Ma prima che tu mi tagli la testa, ho un piccolo desiderio: penso che tu me lo possa concedere”.

Prima della morte, perfino il più crudele dei nemici concede un ultimo desiderio, per cui Angulimala disse: “Cosa vuoi?”
E il Buddha: “Voglio solo che tu tagli un ramo di quell’albero, così carico di fiori. Non li vedrò mai più; voglio vedere quei fiori da vicino, sentire la loro fragranza e la loro bellezza alla luce di questo sole appena sorto”.

E Angulimala tagliò con un colpo solo quel ramo fiorito. Ma prima che potesse porgerlo al Buddha, questi disse: “Questo era solo una metà del mio desiderio; l’altra metà è questa: rimetti questo ramo al suo posto, riattaccalo all’albero”.

Angulimala commentò: “Fin dall’inizio ho pensato che tu fossi pazzo. Ebbene, questo è il desiderio più folle che abbia mai sentito. Come posso riattaccare questo ramo all’albero?”

E il Buddha: “Se non sei in grado di creare, non hai il diritto di distruggere. Se non sai dare la vita, non hai alcun diritto di dare la morte a un qualsiasi essere vivente”.

Un istante di silenzio e un istante di trasformazione… la spada cadde dalle mani di Angulimala, che crollò ai piedi del Buddha e disse: “Non so chi sei, ma chiunque tu sia, conducimi allo stesso spazio in cui tu vivi, dammi l’iniziazione”.

A quel punto i seguaci del Buddha si erano avvicinati sempre di più e quando Angulimala cadde ai suoi piedi lo attorniarono. Qualcuno disse: “Non iniziare quest’uomo, è un assassino!”

E il Buddha disse: “Se io non gli do l’iniziazione, chi lo farà? E io amo quest’uomo, amo il suo coraggio. E posso vedere in lui potenzialità incredibili: un solo uomo che lotta contro il mondo intero. Io voglio con me persone così: capaci di ergersi contro il mondo intero. Finora egli si è posto contro il mondo con una spada; ora si ergerà contro il mondo con una consapevolezza, qualcosa di ben più affilato di una spada. “Vi avevo detto che un assassinio si sarebbe verificato, ma non era certo chi sarebbe stato ucciso – o io o Angulimala… ora è evidente che Angulimala è stato ucciso. Ma chi sono io per giudicarlo?”


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lunedì, 07 aprile 2008

26 aprile - Flux Milano - Notte psichedelica


**VIDEO-PERFORMANCE-LIVE**
Spirals 1.1 - experiencing the light
by CleanCorner
***

CleanCorner è uno stato mentale che unisce una danzatrice, due musicisti e una vj, nel tentativo di fare incontrare le rispettive forme di espressione. "Spirals 1.1 - experiencing the light" è la prima performance di CleanCorner ad una festa.
***
CleanCorner is a state of mind that brings together a dancer, two musicians, and a VJ, in an attempt to merge these forms of expression. "Spirals  1.1 Experiencing The Light" it's the first CleanCorner's performance at a party.
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lunedì, 31 marzo 2008

FREE TIBET




Hi,

I just signed an urgent petition calling on the Chinese government to respect human rights in Tibet and dialogue with the Dalai Lama. This is really important, and I thought you might want to take action:

http://www.avaaz.org/en/tibet_end_the_violence/98.php/?cl_tf_sign=1

After decades of repression, the Tibetans are sending out a global cry for change. Unrest is spreading across Tibet and neighbouring regions, and the Chinese regime is right now making a crucial choice between escalating repression or dialogue.

President Hu Jintao needs to hear that 'Made in China' exports and the upcoming Olympics in Beijing will have the support of the world's people only if he chooses dialogue. But it will take an avalanche of global people power to get his attention. Click below to sign the petition--in just 7 days, the campaign is over half way to the goal of 2 million signatures!

http://www.avaaz.org/en/tibet_end_the_violence/98.php/?cl_tf_sign=1





E ho nel cuore ancora la Birmania... per cui tutti abbiamo dimenticato e chiuso gli occhi è la cè ancora gente impriogionata
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giovedì, 27 marzo 2008

DEDICATO CON AFFETTO

DEDICATED WITH LOVE MI WHO HAS DONE WEEP...
THANKS... I HAVE LEARNED MUCH

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categoria: a zonzo per il mondo, musica trance


mercoledì, 26 marzo 2008

Memorie

Abbiamo una saggezza antica in ognuno di noi,
ma non tutti vogliono fare la fatica e il sacrificio
di ritrovarla in ogni vita, perchè non è indolore.
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categoria: a zonzo dentro me


venerdì, 21 marzo 2008

SENZA PAROLE

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categoria: sensazioni, a zonzo per il mondo


Chi sono

Blogger: diamanta
Guillermo Habacuc Vargas... io il tuo nome non lo dimentico.
Per firmare la petizione contro la partecipazione alla biennale cetroamericana honduregna del 2008 di tale essere indegno, andate qui:
www.petitiononline.com/13031953/petition.html


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