E ognuno di questi fazzoletti ha un nodo, legato e allocato nei miei neuroni in varie ripartizioni del cervello a seconda che riguardino strettamente me o che siano di dominio pubblico, in questo post non parlo dei miei nodi personali (spetta solo a me scioglierli), ma di quelli "pubblici" che non riesco a districare perchè cementati dall'ingiustizia, dalla disparità e dalla mancanza di verità.
Ogni nodo ha il suo nome ne ne cito qualcuno...
... Luminita, aveva 17 anni, una bambina di 8 mesi e un volto che a distanza di anni non riesco a dimenticare.
... Guillermo Habacuc Vergas e oltre al suo nome non dico altro, perchè le parole che potrebbero scaturire da sotto i tasti della tastiera sono così lontane dal mio essere.
... Tibet chiamato anche Myanmar.
In questi giorni nelle mie sinapsi già abbastanza intasate da accadimenti di questo genere, sono entrati due nuovi fazzoletti.
Fazzoletti sporchi di sangue, intrisi di rabbia di chi chiede libertà.
Fazzoletti verdi alzati e sbandierati da mani di uomini e donne così diversi da me e così simili a me.
Un senso d'impotenza, un senso di colpa mi accompagna perchè non so mai, non riesco mai a capire se ho fatto, se sto facendo tutto quello che è nelle mie possibilità perchè non accadano cose del genere.
Fuori un temporale pulisce l'aria ed io mi domando cosa facciamo di vero, noi esseri umani, per sciogliere i nodi dei fazzoletti che ci intasano la mente?

... da oggi essere clandestino diventa un reato, caso quasi unico, nella tragica violazione di un principio essenziale del diritto: si può essere perseguiti per ciò che si fa, e non per ciò che si è...
e penso a quando sarà reato che ne so avere i capelli ricci piuttosto che lisci o viceversa.
Dite che sto dicendo minchionate? Che non è possibile!
Non so, se guardo al passato umano mi trovo a sbirciare nell'Inghilterra del 1533 quando l'allora Re Enrico VII proclamò la sodomia (ovvero l'omossessualità) un crimine, in tempi più recenti certo non devo rammentare le leggi razziali naziste e fasciste.
Questo "DDL Sicurezza" non mi piace. Non solo per quanto riguarda i clandestini, solo per fare un esempio, non mi piacciono le ronde (scusate ma nonostante tutte le assicurazioni a me fanno venire in mente le camicie nere, anche loro non potevano portare armi) mentre alle nostre forze dell'ordine vengono tagliati i fondi.
Non sono la sola a cui non piace, non parlo di cittadini italiani come me preoccupati da questi semi di predittatura (mia personale opinione), il commissario Ue alla Giustizia Jacques Barrot ha detto ufficialmente che la Commissione europea continuerà a vigilare sul pacchetto sicurezza del governo italiano.
Continuo la lettura dell'articolo e questo mi fa venire voglia di leggere una favola, i vestiti nuovi dell'imperatore.
Le favole vengono scritte per i bambini per essere lette dai grandi.
Io vorrei davvero che i grandi imparassero a leggere le favole e osservare le metafore di cui sono intrise, e chissà magari osservare con il candore di un bambino.
Qui sotto riporto la favola per chi ha voglia di dilungarsi nella lettura, che si potrebbe riassumere nella frase "spesso la verità viene proclamata da una persona troppo ingenua per comprendere le pressioni esercitate all'interno di un gruppo affinché essa venga taciuta, perchè i cortigiani non vedono il vestito, ma per non essere giudicati male (o per altri interessi, magari hanno concussioni con il venditore di "stoffe"), lodano l'imperatore per la magnificenza del tessuto."
Fossi l'imperatore licenzierei i cortigiani e mi metterei al fianco il bambino.

(dipinto di Paolo Fresu)
I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE
- E' nello spogliatoio -
Nella grande città, dove egli abitava, ci si divertiva molto. ogni giorno arrivavano stranieri, e una volta vennero due impostori; si spacciarono per tessitori e dissero che sapevano tessere la stoffa piu straordinaria che si poteva immaginare. Non solo i disegni e i colori erano di singolare bellezza, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili a quegli uomini che non erano all'altezza della loro carica o che erano imperdonabilmente stupidi.
- Sarebbero davvero vesti meravigliosi! - pensò l'imperatore - Con quelli indosso, io potrei scoprire quali uomini nel mio regno non sono degni della carica che hanno; potrei distinguere gli intelligenti dagli stupidi. Ah! si! mi si deve tessere subito questa stoffa! -
E diede molti soldi in mano ai due impostori perchè incomiciassero a lavorare.
Essi montarono due telai, fecero finta di lavorare, ma non avevano assolutamente niente sul telaio. Chiesero senza complinenti la seta più bella e l'oro piu brillante, li ficcarono nella loro borsa e lavorarono con i telai vuoti, senza smettere mai, fino a tarda notte.
- Adesso mi piacerebbe sapere a che punto è la stoffa! - pensò l'imperatore; ma in verità si sentiva un po' agitato all'idea che una persona stupida, o non degna della carica che occupava, non avrebbe potuto vederla. Egli, naturalmente, non pensava di dover temere per sè; tuttavia preferì mandare un altro, prima, a vedere come andava la faccenda.
Tutti gli abitanti della città sapevano dello straordinario potere della stoffa, e ognuno era desideroso di conoscere quanto incapace o stupido fosse il proprio vicino di casa.
- Manderò dai tessitori il mio vecchio, bravo ministro! - pensò l'imperatore. - Egli può vedere meglio degli altri che figura fa quella stoffa, perchè è intelligente e non c'è un altro che sia come lui all'altezza del proprio compito! -
Così quel vecchio buon ministro andò nella sala dove i due tessitori lavoravano sui telai vuoti: - Dio mio! - pensò spalancando gli occhi - non vedo proprio niente! - Ma non lo disse forte.
I due tessitori lo pregarono di avvicinarsi, per favore, e gli domandarono se il disegno e i colori erano belli; e intanto indicavano il telaio vuoto. Il povero vecchio continuò a spalancare gli occhi, ma non riuscì a vedere niente perchè non c'era niente.
Povero me! - pensò. - Sono dunque stupido? Non l'avrei mai creduto! Ma ora nessuno deve saperlo! O non sono adatto per questa carica? No, non posso andare a raccontare che non riesco a vedere la stoffa! -
- E allora, non dice niente? - chiese uno dei tessitori.
- Oh! incantevoli, bellissimi! - esclamò il vecchio ministro, guardando da dietro gli occhiali. - Che splendidi disegni, che splendidi colori! Sì, sì ! dirò all'imperatore che mi piacciono in un modo straordinario! -
- Ah! ne siamo davvero contenti! - dissero i due tessitori, e presero a enumerare i colori e a spiegare la bizzarria del disegno. Il vecchio ministro stette bene a sentire per ripetere le stesse cose, quando fosse tornato dall'imperatore; e così fece.
Allora i due impostori chiesero altri soldi, e ancora seta e oro; l'oro occorreva per la tessitura. Si ficcarono tutto in tasca, e sul telaio non ci arrivò neanche un filo. Tuttavia essi seguitarono, come prima, a tessere sul telaio vuoto.
Dopo un po' di tempo l'imperatore mandò un altro valente funzionario, a vedere come procedeva la tessitura, e a chiedere se la stoffa era finita. Gli successe proprio come al ministro; guardò, guardò; ma siccome non c'era niente all'infuori dei telai nudi, non potè vedere niente.
- Non è forse una bella stoffa? - dissero i due impostori; e gli mostravano e gli spiegavano il bellissimo disegno che non c'era per niente.
- Stupido che sono! - pensò l'uomo. - Dunque, vorrà dire che non sono degno della mia alta carica? Sarebbe molto strano! Ma non bisogna farsi scoprire ! - E così prese a lodare il tessuto che non vedeva, e parlò del piacere che gli davano quei bei colori e quei graziosi disegni.
- Sì, è proprio la stoffa piu bella del mondo! - disse all'imperatore.
Tutti i cittadini discorrevano di quella stoffa magnifica. Allora l'imperatore stesso volle andare a vederla mentre era ancora sul telaio. Con uno stuolo di uomini scelti, tra i quali anche quei due bravi funzionari che già c'erano stati, egli si recò dai due astuti imbroglioni che stavano tessendo con gran lena, ma senza un'ombra di filo.
- Eh!? non è "magnifique"? - dissero i due bravi funzionanari. - Guardi, Sua Maestà, che disegni, che colori! - E indicavano il telaio vuoto, perchè erano sicuri che gli altri la vedevano, la stoffa.
- Che mi succede? - pensò l'imperatore. - Non vedo nulla! Terribile, davvero! Sono stupido? O non sono degno di essere imperatore? Questa è la cosa piu spaventosa che mi poteva capitare! -
- Oh! bellissimo! - disse. - Vi concedo la mia suprema approvazione! - E annuiva soddisfatto, contemplando il telaio vuoto; non poteva mica dirlo, che non vedeva niente! Tutti quelli che s'era portato dietro, guardavano, guardavano, ma, per quanto guardassero, il risultato era uguale; eppure dissero, come l'imperatore:
- Oh! bellissimo! - E gli suggerirono di farsi fare, con quella stoffa meravigliosa, un vestito nuovo da indossare al grande corteo che era imminente.
Magnifique! Carina, excellent! - dicevano l'un l'altro; e sembravano tutti profondamente felici, dicendo queste cose.
L'imperatore diede ai due impostori la Croce di Cavaliere da appendere all'occhiello e il titolo di Nobili Tessitori.
Per tutta la notte, prima del giorno in cui doveva aver luogo il corteo, gli imbroglioni restarono alzati con piu di sedici candele accese; tutti potevano vedere quanto avevano da fare per ultimare i vestiti nuovi dell'imperatore. Finsero di staccare la stoffa dal telaio, con grandi forbici tagliarono l'aria, cucirono con ago senza filo e dissero infine:
- Ecco, i vestiti sono pronti ! - Giunse, allora, l'imperatore in persona, con i suoi più illustri cavalieri: e i due imbroglioni tenevano il braccio alzato come reggendo qualcosa e dicevano:
- Ecco i calzoni, ecco la giubba, ecco il mantello! - e così via di seguito.
- E' una stoffa leggera come una tela di ragno! Si potrebbe quasi credere di non avere niente indosso, ma è appunto questo, il suo pregio ! -
- Si! - dissero tutti i cavalieri, ma non vedevano niente, perchè non c'era niente.
- E adesso, vuole la Sua Imperiale Maestà graziosamente consentire a spogliarsi? - dissero i due imbroglioni.
- Così noi Le potremo mettere questi vestiti nuovi proprio qui, dinanzi alla specchiera! -
L'imperatore si spogliò e i due imbroglioni fingevano di porgergli, pezzo per pezzo, gli abiti nuovi, che, secondo loro, andavano terminando di cucire; lo presero per la vita, come per legargli qualcosa stretto stretto: era lo strascico e l'imperatore si girava e si rigirava davanti allo specchio.
- Dio, come sta bene! Come donano al suo personale questi vestiti! - dicevano tutti.
- Che disegno! Che colori! E' un costume prezioso ! -
- Qui fuori sono arrivati quelli col baldacchino che sarà tenuto aperto sulla testa di Sua Maestà durantc il corteo! - disse il Gran Maestro del Cerimoniale.
- Si, eccomi pronto! - rispose l'imperatore. - Non è vero che sto proprio bene? - E si rigirò un'altra volta davanti allo specchio fingendo di contemplare la sua tenuta di gala.
I ciambellani che dovevano reggere lo strascico, finsero di raccoglierlo tastando per terra; e si mossero stringendo l'aria: non potevano mica far vedere che non vedevano niente!
E così l'imperatore aprì il corteo sotto il sontuoso baldacchino e la gente per le strade e alle finestre diceva:
- Dio! Sono di una bellezza incomparabile, i vestiti nuovi dell'imperatore! Che splendida coda dietro la giubba! Ma come gli stanno bene! -
Nessuno voleva mostrare che non vedeva niente, perchè se no significava che non era degno della carica che occupava, oppure che era molto stupido. Nessuno dei tanti costumi dell'imperatore aveva avuto tanta fortuna.
- Ma se non ha niente indosso ! - gridò un bambino.
- Signore Iddio! La voce dell'innocenza! - disse il padre; e ognuno sussurrava all'altro quello che aveva detto il bambino.
- Non ha niente indosso! C'è un bambino che dice che non ha niente indosso! -
- Non ha proprio niente indosso! - urlò infine tutta la gente.
E l'imperatore si sentì rabbrividire perchè era sicuro che avevano ragione; ma pensò: "Ormai devo guidare questo corteo fino alla fine!" E si drizzò ancor piu fiero e i ciambellani camminarono reggendo la coda che non c'era per niente.

Canali che non ho abbandonato ritornando anche qua, ma che non mi danno quello che cerco, riflessione.
In fondo quando scrivo in questo luogo, non scrivo per gli altri, ma scrivo per me. Nel cercare di essere comprensiva nella scrivere, in verità comprendo me stessa.
La scoperta dell'uovo di Colombo.
Ma stavo dicendo altro, non è facile ricominciare a scrivere, le parole scritte non escono più fluide e veloci sui tasti della tastiera, le mani non seguono più la velocità del pensiero.
Ci vuole paziena per togliere le incrostrazioni di questo periodo in cui il mio sguardo era rivolto verso il "fuori" ed ho trascurato il "dentro", ignorando il fatto che non ci può essere un "fuori" se non è appoggiato sulle fondamenta del "dentro".
Si ricomincia?
Si per l'ennesima volta ricomincio.

"Lo scandalo Cercignani (docente che "vendeva" 30 in cambio dell'acquisto dei propri libri) vissuto dall'interno mi ha mostrato un parco studenti da bruciare in piazza, che il sistema universitario agevolava nell'essere tali. Una riforma ci vuole, ma tenendo conto del fatto che gli studenti non cambiano moralmente da un anno all'altro: se togli altri soldi, bisognerà alzare anche il prezzo dei voti per far quadrare il bilancio nelle tasche dei docenti rimasti."
Si vede? No, dico si vede?
No no, non sto parlando della mia pigrizia e successivo ciulamento di frasi altrui.
Sto parlando dell'orgoglio materno nell'osservare una figlia che cresce, osserva il mondo, non giudica, non punta il dito, parla senza aver bisogno di essere ascoltata, ascolta, incamera, elabora, analizza e pensa sempre con la sua testa.

Interpreti: Dea e il "suo avvocato"
Tema: chiacchere libere.
"Suo avvocato": Quando ho fatto il giuramento di avvocato.
Dea: Gli avvocati fanno il giuramento!? Ma come i medici!?
"Suo avvocato": Si
Dea: E cosa giurano?
"Suo avvocato": Non lo ricordo
Dea sorride convinta che il "suo avvocato" abbia scelto veramente la professione più congeniale a lui.

Peridon... preso..
Zofran... preso..
Cardo mariano... preso..
Zenzero... preso..
Ficus carica... preso..
Niente da fare non esite rimedio per la mia nausea verso l'ipocrisia!
Scu'... ma non riesco a trattenere



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l'acchiappasogni

Comprane una blu!

Ammettendo che quella cosa informe plasticosa gialla sia una borsa, ammettendo che io ami, adori, vada pazza per quella favolosa borsa gialla, ammettendo che la brama di possesso della borsa gialla prenda il sopravvento e io metta mano al portafoglio e faccia questa immensa follia di acquistarla, scusa se mi piace la borsa gialla perchè dovrei prenderla blu!!???

Cambiato il colore di sfondo, cambiata l'immagine, cancellato tutto, post vecchi, commenti, tutto.
Non dico ricomincio da zero, ma come Troisi nel suo film, alcune cose me le porto dietro.
Il messaggio neppure tanto subliminale è che io sono cambiata seppur rimanendo la stessa. Per quando mi riguarda un bel ossimoro.
Cambiata, in molte cose, la sicurezza, la determinazione, la forza, l'apertura mentale, la perdite di vecchie paure e l'acquisizione di nuove, aspetti caratteriali un pò più duri a volte e più morbidi in altri casi.
Rimasta la stessa, in alcune cose, nei valori e principi che si sono rafforzati, nel modo di pormi, sono rimasta ancora "suora dentro" ma anche fuori (su questo sto ancora lavorando) e il cuore è sempre fatto della stessa materia.
The return è dovuto alla profonda mancanza dello scribacchiare, poichè la mia presenza in rete è forse maggiore di prima, ma è diversa, più un'immagine, un biglietto da visita superficiale, mentre in me rimane la spinta di approfondire a volte, perdendomi nei meandri delle mie sinapsi.
Lo scrivere ha sempre rappresentanto un chiaccherio con me stessa condiviso e questo spazio mi mancava insieme alle persone che lo compongono.
Ma la cosa più importante credo, sia quello che ho imparato a dire di NO senza sentirmi in colpa.
Non è stato facile... ma una volta imparato ci ho preso quasi gusto.

Trobairitz (notare l'aspetto suoresco)
Un avvertimento, sono entrata nel mio anno del trobadore anche se il corrispondente femminile è trobairitz, ma il termine maschile mi ispira più simpatia (sarà perchè aggiungendo una consonante e cambiandone un'altra... mi dà speranza per il futuro...).
Chiaramente una versione rapportata ai tempi moderni e non al XII secolo! Fortunatamente aggiungerei, poichè vi è stato un periodo in cui alcuni trobadori con le loro poesie sirventes hanno perso la testa... e non in senso metaforico, gli fu proprio staccata dal corpo!
Due sono le parole chiave di questo anno giustizia e verità, in parole povere scassamaroni, ma siete già abituati a me!


prossima riapertura
(è inutile che piangete e fate gli scongiuri... ritorno lo stesso a breve)

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